Archivio per 6 Agosto 2008

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Mariscada (versioni di centro-destra e di centro-sinistra)

Adoro mangiare il pesce. Sarà perché, essendo entrambi i miei genitori originari della montagna, da piccolo le mie esperienze ittiche non sono mai andate oltre il merluzzo con la polenta (nelle occasioni speciali) e le sogliole surgelate (nei giorni di precetto). Essendo anche abitudinario, quando mangio fuori tendo a frequentare gli stessi ristoranti. Ritrovandomi a Sitges, non ho potuto fare a meno di tornare in un ristorante in riva al mare per mangiare una mariscada: un enorme vassoio pieno di molluschi, crostacei e frutti di mare. Contenuto a parte, le caratteristiche di questa versione del piatto sono:

  • costo relativamente elevato;
  • comfort tendente al lusso: tovaglie e tovaglioli di stoffa, servizio di tutto punto, salse & condimenti a volontà (in fondo siamo in un ristorante, e visto anche il punto precedente…); 
  • possibilità di pagare con carta di credito;
  • impossibilità di scegliere la composizione del piatto.

Non se la prendano i puristi della politica, ma ho deciso di chiamare scherzosamente questa versione del piatto come mariscada di centro-destra. Questo per differenziarla dalla versione di centro-sinistra, che ho provato qualche giorno dopo in un ristorante, rigorosamente nascosto in una delle viuzze che portano al lungomare. Dall’esterno è facile scambiare questo ristorante per una pescheria, infatti tutto quello che si vede è un bancone popolato da pesce, crostacei e molluschi crudi, posizionati su un letto di ghiaccio. Il tutto funziona così: una volta entrati, si attende il proprio turno e poi si sceglie quel che si vuole mangiare (correndo il rischio, come nei negozi di caramelle, di ordinare più di quanto in realtà si pensi di poter mangiare), e come si desidera che venga cotto. Successivamente ci si mette in fila alla cassa, dove si ordina il resto (pane, bevande, salse e così via) e si paga, rigorosamente in contanti. Poi si piglia un vassoio con piatti, posate e quanto ordinato (pesce a parte) e ci si siede su un tavolo libero, stile self service. Quando viene chiamato il numero scritto sullo scontrino, si può andare a ritirare il pesce da una finestrella comunicante sulla cucina. Coerentemente, una volta terminato i commensali sparecchiano e portano i loro piatti in cucina, sempre attraverso la finestrella di cui sopra. Versione, quindi, chiaramente duale rispetto a quella di centro-destra, ma ampiamente godibile nelle sue caratteristiche. Chiaramente, il prezzo è decisamente più basso.

Se dovessi immaginarmi una festa dell’Unità a Sitges, sicuramente si mangerebbe questo al posto delle salamelle!




 

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