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16
Ago
08

The last lecture

Ieri ho terminato la lettura di The last lecture, un libro scritto da Randy Pausch sulla scia della sua ultima lezione alla Carnegie Mellon University. L’autore è un professore a cui è stato diagnosticato un tumore incurabile e un’aspettativa di vita di circa sei mesi. Nel libro descrive e commenta la sua lezione di commiato (è usanza negli Stati Uniti che al termine della carriera accademica, tipicamente prima di andare in pensione, alcuni professori tengano una lezione in cui “tirano le somme” del loro lavoro e delineano una sorta di eredità culturale), incentrata sui sogni dell’infanzia, su come realizzarli e su come aiutare gli altri a realizzare i propri sogni. Il libro, come la lezione, è in realtà una scusa per lasciare un messaggio alle persone care all’autore e, soprattutto nella prima parte lo considero molto ben fatto. Secondo la filosofia dell’autore, “we cannot change the cards we are dealt, just how we play the hand”, e quindi il libro è una celebrazione della vita e dell’opportunità che un avvenimento bruttissimo come una malattia terminale offre per rendersene conto. Per quanto riguarda i dettagli bibliografici: Randy Pausch, with Jeffrey Zaslow, The Last Lecture, New York: Hyperion, 2008. Il libro è associato a un piccolo sito web, contenente ulteriore materiale, tra cui un bellissimo capitolo escluso dal volume.

Il video qui sopra mostra la registrazione dell’ultima lezione di Randy Pausch.

08
Ago
08

Lascia che lo baci meglio…

Nell’appartamento che ho affittato la settimana scorsa a Sitges ho trovato un libro stupendo: Let Me Kiss It Better: Elixirs From the Not so Straight and Narrow. Si tratta di una raccolta di brevi saggi sul milieu omosessuale statunitense, che descrivono in modo irriverente situazioni tipicamente inconvenienti che girano attorno al sesso. Una sorta di Sex and the City gay (ok, più gay) raccontato con toni che fanno sembrare Luciana Littizzetto un’educanda (Luciana, ti amo!). Esilarante (e condivisibile) “Bad Underwear” che descrive l’incubo ricorrente di venire ripreso dal telegiornale come unico sopravvissuto di un incidente, ma vestito solo di un paio di mutande non appropriate. Eccezionale “Come Prepared”, sulle salviette da orgasmo. Poetico “The Seven Men Who’ve Cut My Hair” la descrizione degli uomini che hanno tagliato i capelli all’autore.

Per quanto riguarda i dettagli bibliografici, Billeh Nickerson, Let Me Kiss It Better: Elixirs From the Not so Straight and Narrow, Arsenal Pulp Press, 2002. Alcuni estratti sono disponibili gratuitamente su google books. Non credo esista una traduzione in italiano. Se mi sbaglio, avvisatemi!




 

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