Ancora non mi ero abituato al rientro in patria (il confronto con la Cataluña è pesante…) che, accendendo la televisione, ho avuto un brusco risveglio: ho visto una pubblicità in cui un astronauta, agghindato con tanto di tuta per passeggiate spaziali, corre all’interno di un corridoio-stile-base-spaziale verso una donna (moglie? mamma?), che in abiti da casalinga gli va incontro recando una pirofila che contiene un arrosto con patate. E giuro che non ero sotto l’effetto di sostanze psicotrope…
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Arrosti nello spazio
I neuroni hanno stinto
Da poco tornato in patria, ho visto una meravigliosa pubblicità in cui una donzella si lamenta del fatto che avendo messo in lavatrice una camicia bianca e una rossa, si è ritrovata due camicie praticamente a pois, urlando: “Oh no! I colori hanno stinto!”.
Ora, mi viene da pensare che:
- L’unico motivo per fare una lavatrice con solo due camice, sputando in faccia allo spreco di acqua, è quello di evitare un conflitto nucleare.
- Bisogna essere mentecatti per pensare di mescolare colori e bianchi e ottenere risultati diversi, soprattutto (chiedo scusa in anticipo) se si è donne.
I pubblicitari in questione devono avere pensato che, piuttosto che i colori, siano i neuroni degli spettatori che abbiano stinto…
Iprite?
Altra chicca che dovrebbe allontanarmi dalla TV durante l’ora di cena (ma lo scrivo invano) è quella delle scarpe anti-puzza. Protagonista un baldo giovanotto che non riesce a resistere alla tentazione di cavarsi le scarpe nei posti, diciamocelo, meno opportuni, tipo durante una riunione di lavoro. Tenuto conto che indossa sempre le stesse calze (peraltro abbastanza imbarazzanti, giacché sono verde marcio a pallini neri) mi pare ovvio che l’effetto iprite debba essere scontato. Per non parlare della versione in cui l’atto si svolge in palestra, a margine di una seduta di treadmill. E diciamocelo, difficilmente in casi del genere può uscire fragranza di eucalipto da un paio di scarpe (da ginnastica, peraltro, che amplificano l’effetto iprite di cui sopra).
Inguardabili
Per la serie “inguardabili, soprattutto mentre si mangia” non potremo mica dimenticarci della pomata contro il “fastidioso prurito intimo”? E che dire del triangolo rosso che magicamente diventa azzurro, fine metafora che ci ricorda, se ce ne fosse proprio bisogno, che quando dicono “intimo” intendono proprio lì? Ma ancora, che vita ha la povera attrice che si è prestata a girare questo spot? I soldi che ha preso (che non saranno poi così tanti, immagino) davvero valgono gli sguardi divertiti della prestinaia, come a dire: “c’hai il prurito intimo, eh?”.
Meglio cambiare aria
Avete presente la pubblicità di quell’imperdibile gadget anti-effluvi da piazzare in zona WC? Vogliamo parlarne? Trattasi di bambino (a occhio made in USA, e vorrei sperare – affinché egli possa crescere avendo una vita sociale decente – che in patria lo spot non vada in onda) inquadrato giusto giusto mentre è seduto a produrre sapete voi cosa. E se già il tutto non cozzasse abbastanza con il vostro desinare, il lieto pulzello afferma candido: “Uh, ma che odore!”. E che cosa si sarà mai mangiato? Che lo abbiano usato per smaltire le scorie della centrale di Caorso? Per farla breve, grazie al “nuovo trucchetto della mamma”, che non consiste nell’alleggerire il menu, bensì nel piazzare il gadget di cui sopra per contrastare il sottoprodotto dell’amato figlioletto. Forse era meglio aprire le finestre e cambiare l’aria cattiva. In ogni senso…